17 Aprile 2015

CAMPIELLO GIOVANI 2015: LA PROCLAMAZIONE DEI 5 FINALISTI

Si è svolto  venerdì 17 aprile, presso il Teatro Nuovo di Verona, l’evento di proclamazione della cinquina finalista del Premio Campiello Giovani 2015 che Confindustria Verona, e il Gruppo Giovani in particolare, ha il piacere di ospitare ogni anno.

Il concorso letterario coinvolge infatti giovanissimi scrittori di tutta Italia, ragazzi dai 15 ai 22 anni, che si mettono alla prova nella stesura di un racconto.

Il verdetto della giornata ha decretato i finalisti per il 2015:

Fuoco di Clelia Attanasio (Nocera Inferiore – SA) CAMPANIA
(Premonitorio)
L’apocalissi si annuncia con il divampare di un fuoco, che brucia le montagne, le foreste, le città e infine le case. E’ in una di queste che una famiglia, con una figlia diciassettenne, assiste terrorizzata alla fine del mondo. Dopo non molto non restano che villaggi, dove le poche persone rimaste si organizzano per cercare di sopravvivere alla tosse, alla sete, alla fame e a una realtà che è diventata cenere. Una delle poche sopravvissute è la ragazzina di quella famiglia e a lei viene dato un compito: ricordare ciò che era prima. La chiamano Tiresia. Le affidano le nuove generazioni, affinchè possa istruirle. Tra loro c’è una bambina che diventa per lei come una figlia. Le chiede ragione di molte cose, un crocifisso bruciato, una televisione annerita, una cornice corrosa con la foto di una famiglia. Attraverso di lei Tiresia capisce che il passato, nonostante tutto, può ancora evolversi in futuro. Un racconto potente e metaforico, in cui la distruzione diventa un’importante occasione di ricostruzione.

Amélie fu di Anja Boato (Padova) VENETO
(Inquietante)
In un commissariato viene interrogato circa l’omicidio di una soubrette di nome Monique, un giovane chiamato Sandro, che grazie a lei si è introdotto prima come cameriere, poi come performer vestito da donna, in un noto locale del posto. A seguito di una sua incarcerazione per atti osceni in luogo pubblico, il giovane, uscito di prigione, trova l’amica Monique a casa di un conoscente e in stato pietoso. La prende a vivere con sé ma si rende conto ben presto che la ragazza è malata: bipolare in stato avanzato, passa da uno stato di euforia ad uno di cupa disperazione. Il giovane cerca di aiutarla e di rassicurarla, ma alla fine lei lo chiama al telefono e poi si toglie la vita. Un racconto amaro e sapiente sulla ricerca dell’identità di genere e l’amicizia.

Je suis Charlie di Eva Mascolino (Catania) SICILIA
(Postmoderno)
La storia, narrata a più voci, della crisi di un vignettista di Charlie Hebdo, che non riesce più a percepire la bellezza, neanche quella di Parigi, dove vive, e capisce di doversene andare per cercare di recuperare il senso ultimo delle cose. Inventa così un blocco dello scrittore, adducendo una crisi a causa della quale deve allontanarsi un po’. Si trasferisce quindi in un paesino della Sicilia dove affitta una camera e vive in compagnia del suo gatto. Quando rientra a Parigi preferisce non dare notizie di sé al giornale per godersi il ritorno, ma viene presto informato dell’attacco di tre uomini armati presso la sede della rivista. Vinto dal senso di colpa di non essere stato con i suoi colleghi e non aver pagato come loro il prezzo della satira pubblicata, il vignettista decide qualche sera dopo di togliersi la vita. Un racconto sperimentale e provocatorio, che narra, utilizzando finti articoli di giornale, dichiarazioni di psichiatri e lettere autografe, l’agonia di un uomo che non trova più se stesso né la bellezza che amava, e che per questo preferisce morire piuttosto che vivere una vita nella mediocrità.


L’universo accanto
di Loreta Minutilli (Bisceglie – BA) PUGLIA
(Visionario)
In un futuro non precisato, uno scrittautore, registrato al ministero della pubblica immaginazione, vive come tutti in un mondo dominato dagli Irec, meccanismi che permettono di fare le scelte più sensate in base ad una serie di dati statistici. Le emozioni sono bandite, si ragiona in termini di opzioni e di convenienza. Lo scrittautore decide di scrivere la storia di Leda Swan, una pluricentenaria che era vissuta ai tempi del prima e non ne voleva sapere di quelli del dopo. Lei gli consente di guardare dentro la sua mente, e tra i suoi ricordi lui trova la scena di addio tra lei e un ragazzo che amava, avvenuta molti anni prima in una stazione. A quel punto lui è sopraffatto dall’emozione, e lei gli spiega che l’amore non è trovare la persona più idonea, ma quella che ci può rendere più felici. Un affresco cupo ed inquietante sul passato che declina e il futuro tecnologico che avanza.

Miseria di Gabriele Terranova (Riesi – CL) SICILIA
(Impressionistico)
Una famiglia siciliana vive di stenti e dignità. Ogni mercoledì la madre si reca dalla strega del paese per farsi predire che cosa accadrà, e per pagarla le porta un pezzo di formaggio incartato. Ma un giorno la donna predice sventura. Infatti il padre qualche tempo dopo, mentre lavora ai campi, viene ferito da una mina. A quel punto la madre, per avere un maschio in casa, sposa il fratello più giovane del marito, un solitario che ci mette poco a cominciare a picchiarla. Ma muore anche lui sotto una miniera. La madre cerca allora lavoro al primogenito, e rinuncia a farlo studiare purchè porti qualche soldo a casa. E lui così fa. Sembra che un minimo equilibrio si possa ripristinare, ma una sera, mentre il ragazzo corre verso la madre, con i ferri di una tenda in mano, viene colpito da un fulmine e perde la vita. Un racconto crudo e impressionante sulla condanna di essere ultimi, un marchio che segna a fuoco alcune vite e da cui si cerca sempre un riscatto, che a volte non viene mai.

Teatro Nuovo, Verona